mercoledì 28 gennaio 2015

Serafini e mister Bianchi
Il centrocampista Serafini, ultimo arrivato in casa Folgore: «20 risultati utili consecutivi non si fanno per caso. Puntiamo alla vittoria, ma se non dovessimo salire direttamente, proveremo a raggiungere l'Eccellenza con i playoff»

Vento in poppa per la Folgore, la cui marcia prosegue senza soste in particolare nel girone di ritorno, nel quale i viola sono a punteggio pieno (3 vittorie in altrettanti incontri disputati), e con ben 11 gol all'attivo (e una media realizzativa invidiabile, che sfiora quindi le 4 reti a partita). Tra coloro i quali sono finiti sul tabellino dei marcatori figura anche Angelo Serafini, che proprio domenica scorsa contro la Torre Alex, con uno splendido inserimento centrale, ha letteralmente tagliato in due la difesa ospite, trasformando in oro il pregevole assist di Di Nardo.
Subito dopo la marcatura realizzata, il centrocampista è andato ad abbracciare l'allenatore Franco Bianchi, per una dedica speciale: «Voglio dedicare il gol alla società, alla squadra, e in generale a tutto "l'ambiente" Sambuceto. In particolare, però - svela Serafini - voglio ringraziare il mister che mi ha letteralmente "portato" alla Folgore, dandomi immediatamente fiducia. Stesso discorso anche per quanto riguarda il dt e team manager Zirpolo, con il quale in poco tempo si è instaurato un ottimo rapporto, e che mi ha fatto subito sentire importante in questa nuova realtà».
Classe 1986 e proveniente dal Passo Cordone, Serafini è infatti l'ultimo arrivato (in ordine cronologico), in quel di Sambuceto. Il suo ingresso ufficiale nella famiglia viola, a dicembre, è praticamente coinciso con l'aggancio alla vetta della classifica, e ciò fa del centrocampista una sorta di "talismano", dato che nel frattempo la Folgore non si è più "scollata" dal vertice del girone B di Promozione: «Mi fa piacere questo trend positivo, e quindi spero di restare un "portafortuna" fino alla fine. Tralasciando le scaramanzie del caso, però, devo ammettere che l'inserimento a Sambuceto è stato abbastanza semplice. Qui ho trovato - aggiunge Serafini - una società seria e organizzatissima, e un gruppo formato da bravi ragazzi. Entrare in una società ben organizzata è molto più facile, alla Folgore remano tutti dalla stessa parte e ciò rende tutto più agevole».
Il neo acquisto nei viola ha ritrovato anche alcuni "vecchi" amici e compagni di squadra: «Molti dei miei attuali compagni li conoscevo già da avversario, mentre in passato ho già giocato con Silvaggi e Di Martile. Nello specifico, mi trovo benissimo a giocare in mezzo al campo accanto a quest'ultimo, perché oltre a conoscerci bene, Paolo è un grande calciatore».
Analizzando la stagione sin qui disputata dalla Folgore, l'imbattibilità stagionale (che dura dall'inizio del campionato) è stata in qualche modo "premiata" nell'ultimo turno disputato, al termine del quale, per la prima volta, i viola si sono ritrovati da soli in vetta alla classifica (in virtù della vittoria sulla Torre Alex e del concomitante stop della Val di Sangro). Una situazione che ha portato ancora più entusiasmo a Sambuceto, come conferma lo stesso Serafini: «20 risultati utili consecutivi non si fanno per caso, quindi non ci possiamo più nascondere: il campo ci sta dicendo che possiamo puntare a vincere questo campionato. Nel caso in cui non dovessimo salire direttamente, anche i playoff sarebbero un ottimo risultato, e proveremmo pertanto a raggiungere la promozione in Eccellenza tramite gli spareggi».
Domenica prossima, per la quarta giornata di ritorno, i viola faranno visita al Castiglione Valfino: «Sarà una partita durissima su un campo e in un ambiente particolari. Loro, oltre ad essere una buona squadra, negli ultimi anni hanno spesso cementato la propria salvezza proprio negli incontri casalinghi. Nella mia carriera non ho mai vinto a Castiglione Messer Raimondo, e anche la Folgore negli ultimi anni non è riuscita a tornare da lì con il bottino pieno. Domenica quindi - conclude Serafini - mi auguro vivamente di invertire questa tendenza e di sfatare finalmente questo tabù».

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