mercoledì 29 aprile 2015

L'ala Mattia Di Francesco, figlio di Eusebio, mister del Sassuolo: «Qui a Sambuceto ho imparato tantissimo e sono felice. L'anno prossimo spero di restare»

Domenica scorsa, nella sfida contro il coriaceo Penne, ha fatto il suo "esordio" ufficiale davanti ai propri tifosi a Sambuceto. Mattia Di Francesco, giovanissima ala classe 1997, dopo alcune apparizioni in Coppa Italia, ha finalmente calcato il campo della Promozione con la maglia della Folgore: «È stato molto emozionante», sottolinea il giocatore fuoriquota, «è la prima volta che gioco con i "grandi" e soprattutto in campionato. Sono davvero molto felice, era da un po' che aspettavo questo momento».
Dopo aver iniziato seguendo suo padre Eusebio (attuale allenatore del Sassuolo, ma con un passato proprio con i viola di Sambuceto fino agli Allievi, prima di spiccare il volo per una lunga e brillante carriera) a Perugia,
 Di Francesco ha girovagato tra la D'Annunzio, il Francavilla e il Chieti, prima di approdare, un anno e mezzo fa, nella "sua" Sambuceto, città dove risiede attualmente.
 E nella realtà viola che lo circonda si è subito ambientato al meglio, anche perché la squadra ha subito centrato l'approdo in Eccellenza (con quattro turni di anticipo): «Alla Folgore mi sento benissimo; ho trovato una bella società e un'ottima struttura, oltre a un gruppo molto unito. Credo che uno dei punti di forza di questa stagione sia stato il lavoro svolto durante tutto l'arco dell'anno, e la professionalità dimostrata da tutta la squadra: questi fattori ci hanno sicuramente aiutato a vincere il campionato».
 La notizia della vittoria del girone B di Promozione da parte della Folgore è immediatamente giunta a papà Eusebio, come rivela lo stesso Mattia: «È felice di questo risultato, anche perché è una bella soddisfazione per noi che viviamo proprio qui a Sambuceto».
 Avere a disposizione in famiglia un ex campione sul campo, nonché uno dei migliori tecnici in circolazione in Italia, è sicuramente un vantaggio, come dimostrano le stesse parole di Mattia quando gli si chiede cosa ha ereditato da suo padre e quali siano i consigli che riceve: «Sul piano caratteriale da mio padre ho ereditato l'educazione, la gentilezza e la generosità. A livello calcistico, la corsa e la velocità, e anche un po' di tecnica. I suoi consigli sono di comportarmi bene in campo, non protestare con l'arbitro, e soprattutto rispettare gli avversari e i compagni».
Durante il corso della stagione, il giovanissimo Di Francesco è stato molto spesso aggregato alla prima squadra da parte di mister Bianchi, e questo gli ha permesso di apprendere molte cose: «Quest'anno ho capito che è dura stare in panchina, e non è sempre bello restare seduti mentre gli altri giocano; allo steso tempo, però, ho compreso che devo fare sempre più sacrifici in allenamento e lavorare duro per meritarmi l'ingresso in campo. Ho capito anche che questo è un campionato duro a partire dai contrasti di gioco».
 L'esperienza vissuta quest'anno, e coronata con la promozione, ha quindi lasciato il segno in Mattia Di Francesco, il quale si sente molto legato ai colori viola: «Ho davvero un bel rapporto con tutti i compagni, e insieme abbiamo subito legato. Anche con l'allenatore mi trovo molto bene, e per questo spero di rimanere qui anche l'anno prossimo».

domenica 26 aprile 2015

FOLGORE SAMBUCETO: D'Ettorre, Corneli, Alfini, Calabrese, Di Martile, Silvaggi, Spadaccini (dal 33' st Montagna), Serafini, Bucceroni (dal 19' st Vaccaro), Di Nardo, Argento (dal 23' st Di Francesco). A disposizione: Rybel, Fedele, Di Bartolomeo, Briosci. Allenatore: Franco Bianchi.

PENNE: Cantagallo, Iannacci (da 35' pt Cervone), Melito, Melone, Sablone, Xhepa, Pasta, Vescovo, Ciarcelluti (dal 24' st Cacciatore), Granchelli, Di Simone. A disposizione: Crescia, Antonioli G., Antonioli P., D'Agostino, Reale. Allenatore: Castellano.

Arbitro: Fabio Dell'Arciprete di Vasto
Reti: 21' pt Spadaccini, 15' st Di Nardo
Ammoniti: Calabrese e Vaccaro (FS)

La "legge" viola colpisce anche il Penne: la Folgore, infatti, domina i biancorossi per 2 reti a zero e macina altri 3 punti in classifica nonostante la matematica promozione in Eccellenza acquisita da ben 2 domeniche. Due perle, una per tempo, firmate rispettivamente da Spadaccini e Di Nardo, regolano gli ospiti per il due a zero finale alla Cittadella dello Sport di Sambuceto.
Mister Bianchi deve far fronte alle assenze importanti dell'infortunato Maraschio (presente comunque in tribuna al seguito della squadra con tanto di maglietta celebrativa per la vittoria del campionato, così come tutta la dirigenza viola), e di capitan Briosci e Vaccaro, acciaccati e inizialmente in panchina. Sul fronte opposto mister Castellano si presenta con una difesa a cinque per cercare di contenere il treno Folgore.
 I primi 20 minuti di gioco scorrono con la compagine di Sambuceto che mantiene spesso il pallino del gioco e stanzia in maniera quasi costante nella metà campo avversaria, ma con gli ospiti pungenti in ripartenza e con lo score delle occasioni a proprio favore. La prima emozione del match porta infatti la firma di Granchelli, che al settimo si esibisce in un'azione personale conclusa con un tiro verso la porta viola: D'Ettorre è però lesto a sfiorare la sfera con la punta delle dita quel tanto che basta per mandarla in angolo. Cinque minuti dopo il portiere viola si ripete tuffandosi alla sua sinistra a sventare la minaccia sull'insidioso tiro angolato di Melone.
 Al minuto 21, però, l'equilibrio della partita viene spaccato dalla splendida azione di Spadaccini: l'esterno ex Giulianova dall'esterno dell'area, da posizione centrale, prende la mira e piazza uno sinistro nell'angolo basso alla destra di Cantagallo. La traiettoria dell'ala è perfetta, e l'estremo difensore ospite non può far altro che raccogliere la palla in rete per l'1 a 0 in favore della Folgore. Poco dopo è invece Di Nardo a esibirsi in un'ottima serpentina fin dentro l'area pennese: la conclusione del bomber viola viene però respinta in angolo dalla difesa.
 Al minuto 35 mister Castellano decide di mischiare le carte e di cambiare assetto alla ricerca del pareggio, mandando in campo Cervone al posto di Iannacci, e passando così alla difesa a quattro.
L'ultimo sussulto della prima frazione è di marca ospite proprio con il neo entrato Cervone, che riesce a superare D'Ettorre e a servire al centro un pallone da spingere in rete: la conclusione a botta sicura dell'accorrente Di Simone trova però Di Martile appostato sulla linea pronto a mantenere la propria porta inviolata.
 La seconda frazione si apre con il secondo gol sventato sempre dal "faro" Di Martile (centrale difensivo per l'occasione, data l'assenza di capitan Briosci): al 48', infatti, il centrocampista si oppone nuovamente sulla linea, così come era avvenuto nei minuti finali del primo tempo, al tiro di Granchelli diretto in porta. Sul fronte opposto, al 57esimo Bucceroni si esibisce in una grande azione e serve poi Di Nardo, il quale ci prova in sequenza prima di destro e poi di sinistro, senza però centrare il bersaglio grosso.
 L'appuntamento con la rete, per il bomber viola è però rimandato solamente di pochi minuti. Al minuto 60, infatti, l'azione sull'asse Bucceroni-Di Nardo si ripete, con il centravanti pronto nuovamente, a conclusione di un'azione personale, a servire il numero 10 ex Flacco Porto. Bucceroni apparecchia quindi per Di Nardo, che non può far altro che sedersi a tavola, tirare fuori un "cucchiaio", e siglare con un magnifico pallonetto il raddoppio per i padroni di casa.
 La seconda rete viola smorza definitivamente qualsiasi speranza di rimonta da parte del Penne, e la partita scivola via fino al 90esimo senza ulteriori sussulti.
 La vittoria odierna dimostra ancora una volta lo spirito della capolista, che continua a onorare il campionato ormai archiviato con la stessa "fame" di successo avuta durante tutto l'arco della stagione, e con la formazione di Castellano che non riesce a portare a casa alcun punto in ottica playoff.













































mercoledì 22 aprile 2015

Il roccioso difensore Silvaggi celebra il gruppo viola: «è stata la vittoria di tutti: società, dirigenza, mister e squadra» 

In trasferta col Tre Ville la Folgore, già matematicamente regina del girone B di Promozione, ha celebrato il terzo 3 a 0 consecutivo (dopo quelli rifilati a Scafa e Goriano Sicoli), e per la quinta gara consecutiva ha mantenuto la propria porta inviolata.
E uno dei principali artefici della fantastica stagione viola è sicuramente la colonna Davide Silvaggi, al suo secondo anno da centrale difensivo in quel di Sambuceto.
Domenica scorsa la compagine di Sambuceto, come si diceva, è riuscita a imporsi in trasferta nonostante i "festeggiamenti" della settimana precedente dovuti alla promozione in Eccellenza, dimostrandosi ancora una volta squadra affamata e che scende in campo con un unico obiettivo: «Sicuramente non siamo sazi, e con altrettanta sicurezza posso affermare che onoreremo il campionato fino alla fine. Contro il Tre Ville abbiamo giocato con molta tranquillità mentale dopo il risultato acquisito, e quindi è sembrato tutto ancora più semplice».
Nonostante la consapevolezza nei propri mezzi e in quelli della squadra, la vittoria del campionato con quattro turni di anticipo è stata comunque una sorpresa per il difensore: «Personalmente non me l'aspettavo, anche perché a inizio stagione avevamo prefissato come obiettivo quello dei play off. Da dicembre in poi, però», prosegue Silvaggi, «abbiamo iniziato a vincerle tutte e ci abbiamo creduto, e questo anche grazie agli importanti innesti giunti dal mercato invernale. In più, le altre dietro di noi hanno rallentato un po' la loro corsa, mentre noi abbiamo continuato a scendere in campo ogni domenica con l'obiettivo di vincere».
La "colonna" difensiva viola indica anche quali sono stati i fattori che, rispetto allo scorso anno, hanno permesso alla squadra di raggiungere il massimo traguardo: «Rispetto allo scorso campionato, che a detta di tutti era un anno di transizione, quest'anno abbiamo potuto cementare ancor di più il gruppo formatosi nella stagione scorsa; la rosa, già competitiva, è stata inoltre arricchita con elementi molto validi che ci hanno permesso di vincere».
Sulle possibili "armi in più" avute dalla Folgore quest'anno, Silvaggi ci tiene a sottolineare: «Non amo parlare dei singoli, anche perché la nostra è stata chiaramente la vittoria di tutti: società, dirigenza, allenatore e squadra; tutti hanno contribuito al grande successo di questa stagione».
A livello personale, invece, il centrale svela con orgoglio che: «Questo è stato il mio primo campionato vinto in carriera. Ho disputato spesso i play off, ma non ho mai vinto un campionato direttamente: a 31 anni posso dire di aver coronato un sogno».
Nel proprio "cassetto dei ricordi" Silvaggi ha anche riposto una partita in particolare: «L'incontro che non dimenticherò è senza dubbio quello vinto col Passo Cordone a Cepagatti, sia perché ci ha dato la possibilità di portarci a +9 in classifica, e sia perché, avendo giocato con loro 2 anni fa, ero un ex, e quindi "sentivo" la partita in maniera particolare».
Solamente 15 reti subite in 31 turni di campionato e porta imbattuta da quasi 500 minuti: i numeri indicano che la difesa della Folgore è indubbiamente la migliore del girone e non solo: «Il merito di questi ottimi risultati è sempre di tutta la squadra. Noi della linea difensiva ce la mettiamo tutta, ma», rivela con grande umiltà il numero 6 viola, «se arrivano pochi palloni pericolosi dalle nostre parti, è merito anche del grande lavoro svolto da centrocampo e attacco».
L'ultimo pensiero di Davide Silvaggi è riservato ai ringraziamenti: «Vorrei dire grazie a tutta la società, dal primo fino all'ultimo; credo sia stato bello anche per tutta Sambuceto ritornare in Eccellenza dopo 22 anni. Infine», conclude il roccioso difensore viola, «desidero ringraziare i miei due mister, Franco Bianchi e il secondo Massimo Tortora, che due anni fa mi hanno voluto con loro anche alla Folgore dopo la bella esperienza vissuta insieme al Passo Cordone».

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