mercoledì 8 aprile 2015

Mattia Crisci
Da Sambuceto a Empoli sulle orme di Eusebio Di Francesco: Mattia Crisci, emblema dei giovani talenti della "cantera" della Folgore Sambuceto.

Rivivere un sogno sperando di poter ripercorrere le orme di quello che è considerato il vero e proprio beniamino "cresciuto in casa", Eusebio Di Francesco. Questo è, in estrema sintesi, ciò che esattamente una settimana fa è capitato a Mattia Crisci, talento dei Giovanissimi della Folgore di mister Centofanti.
 Il ragazzo, classe 2000, ha infatti partecipato a uno stage di due giorni nel quartier generale dell'Empoli, squadra che attualmente milita nel campionato di Serie A, ricevendo i complimenti degli addetti ai lavori presenti.
A pochi chilometri dalla città toscana, nel centro sportivo di Monteboro, all'interno del quale si allena il settore giovanile della compagine empolese, Mattia ha potuto mettere in mostra le proprie qualità tecnico-tattiche in ben due allenamenti specifici conditi da relativa partitella finale. Il tutto grazie alla chiamata ricevuta proprio dal sodalizio azzurro, che ha inviato una richiesta direttamente alla Folgore per poter visionare il biondo "talentino" di casa. In pratica, un percorso simile a quello compiuto dall'attuale allenatore del Sassuolo che, dalla "sua" Sambuceto, a metà anni Ottanta è entrato a far parte delle giovanili dell'Empoli, e da lì ha iniziato la lunga "scalata" che lo ha portato in carriera a vestire maglie prestigiose (come quella della Roma), e perfino la casacca azzurra della Nazionale, e a essere considerato (una volta appesi gli scarpini al chiodo) uno dei migliori allenatori nel panorama nazionale.
È lo stesso Crisci a raccontare con la voce carica di entusiasmo l'esperienza vissuta a cavallo tra fine marzo e inizio aprile: «È stata un'esperienza bellissima e un'emozione unica che mi "ripaga" degli sforzi fatti in questi anni. Fortissimo», spiega l'attaccante viola, «è stato anche l'impatto con la realtà dell'Empoli: credo che mi abbia fatto crescere sia dal punto di vista personale che calcistico. Sono davvero contento di aver avuto questa opportunità, e già il solo fatto di esserci mi gratifica perché ritengo sia una cosa che non capita a tutti».
 Ancora visibilmente emozionato dall'esperienza vissuta, Crisci non dimentica però il percorso e gli "artefici" principali che in qualche modo hanno permesso la chiamata da parte della formazione toscana: «Credo che parte del merito vada a me stesso perché ho sempre cercato di allenarmi col massimo impegno.
Detto questo, però, ritengo che una fetta importante di ringraziamenti debba essere riservata alla mia squadra e all'allenatore, perché se sono stato notato da qualcuno, gran parte del merito sia da attribuirsi loro, che mi hanno messo nelle migliori condizioni».
L'analisi dell'attaccante mette quindi in luce l'ottimo lavoro svolto dai tecnici che ogni giorno alla Cittadella dello Sport di Sambuceto cercano di "educare" i ragazzi e farli crescere sia sotto l'aspetto sportivo che sotto il profilo umano e sociale.
 Un obiettivo, quest'ultimo, che rappresenta una delle prerogative principali della Folgore e del proprio settore giovanile in particolare: puntare sui talenti locali e non solo, cercando di metterne in luce le varie qualità tecniche, ma anche quelle relative agli aspetti umani e di crescita "sana" insieme agli altri. Sempre a tal proposito, risultano emblematiche le parole dello stesso Mattia Crisci sui requisiti che bisogna avere per raggiungere obiettivi ambiziosi a livello sportivo: «Per prima cosa conta l'impegno che ognuno mette in ciò che sta facendo. A ciò bisogna affiancare una buona dose di fiducia in se stessi e» , conclude il giovanissimo calciatore, «una naturale predisposizione al sacrificio».

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